martedì 6 giugno 2017

Impegnativa.

Al telefono.
Io- “Signora, alla prima visita dovrebbe portare una radiografia. Se le riesce di passare un attimo allo studio, le lascio l’impegnativa per andare a prenotarla. Se ha difficoltà a passare allo studio, gliela posso spedire via email".
Lei- “Ma io l’email non ce l’ho. Non me la potrebbe spedire per telefono?”

Ora, va bene che si chiama impegnativa…ma così rasenteremmo quasi il paranormale! 

mercoledì 19 aprile 2017

Piccoli gnomi.


A volte penso di aver proprio sbagliato strada. 
Più di una persona nella vita mi ha detto che ho la dote innata di farmi amare dai bambini, ma in realtà la chiave è solo una: sono profondamente attratta e affascinata da loro e dal loro mondo. Forse perché una piccola parte di me (di cui vado molto fiera) è rimasta a quell'età... Forse perché sono sempre più convinta che siano dei piccoli "gnometti" 😉con il potere magico di rendere tutto più bello e colorato. Amo stare con loro, giocare con loro, parlare con loro, ascoltare i loro ragionamenti apparentemente semplici e scevri di tutte le volute con cui noi grandi ci complichiamo la vita, eppure spesso di una profondità straordinaria.

Sarebbe bello avere molto più tempo da dedicare a loro, che sono la parte più bella del mio lavoro... o, meglio ancora, lavorare con loro, come ho fatto in passato...
Per ora mi occupo di bambini un po' più cresciutelli, poi si vedrà.

lunedì 17 aprile 2017

Day one.



In every end, there is also a beginning.


L'intera storia della mia vita è caratterizzata da questo fil rouge, cominciando addirittura dalla mia stessa nascita.
Forse sono circostanze casuali, ma io ci vedo una trama disegnata da quella "legge di compensazione" che rende la vita, anche nei momenti difficili, così imprevedibile e affascinante.
Oggi per me è un piccolo inizio, e di solito negli inizi si usa augurare "in bocca al lupo"...
E allora in bocca al lupo a me.

sabato 15 aprile 2017

La canzone.

Probabilmente sono pesante. Forse un po’ lo sono sempre stata, forse lo divento sempre più andando avanti con gli anni…ma sono dell’idea che si renda sempre più necessario riscoprire il valore della sobrietà, soprattutto in certi contesti.
Una processione del Venerdi Santo non è né un concerto, né una sfilata: anche per chi non ci vede nient’altro, è quantomeno un corteo funebre. E ad un corteo funebre non si sgranocchiano noccioline, non si mangiano patatine, non ci si allontana per andare a comprare la pizza, l’acqua o fumare una sigaretta, non ci si trucca come se si stesse andando ad un evento mondano.
Anche a me piace truccarmi e giocare con i colori, e normalmente lo faccio: mi piacciono gli smalti colorati, i rossetti etc….ieri però ho tolto lo smalto fucsia che indossavo e ho messo un rosa cipria. Anche sul viso ho evitato il trucco, limitandomi ad un invisibile burrocacao solo per non farmi seccare le labbra.
Avrei tranquillamente potuto approfittare della sosta (che ogni anno avviene in un punto preciso della città) per andarmi a comprare una bottiglietta d’acqua, visto che l’avevo dimenticata a casa e avevo molta sete, a causa del caldo e del fatto che stavo cantando da due ore, ma me ne sono guardata bene, semplicemente perché quello non era un momento di “ricreazione”, ma uno dei passaggi più importanti della processione.
[Poi, per la cronaca, qualche anima buona ha distribuito delle bottigliette e sono riuscita ad averne una anch’io, ma in ogni caso avevo già preso la mia inderogabile decisione]
Per come la vedo io, in certi contesti è doveroso un atteggiamento di rispetto e sobrietà.
Proprio mentre stavo pensando questo, sono passata accanto ad una signora che commentava con disappunto: “ma qua non cantano? Io sono venuta apposta per sentire la canzone!”.
...
Che dire? Appuntamento al prossimo anno per la nuova edizione del Festival di Sanremo. 

mercoledì 5 aprile 2017

Gli scatoloni.



Esattamente un anno fa avevo salutato la mia vecchia casetta e mi accingevo a vivere la mia prima notte nella casa nuova. Tanta stanchezza, disordine…stanze vuote e spoglie, riempite solo da una montagna di scatoloni. Di lì a pochi giorni avrei scritto questo post, e sarebbe cominciato il lungo periodo di ricostruzione. 
Ora, a distanza di un anno, questa fase si è brillantemente conclusa, non solo dal punto di vista pratico ma anche emotivo: non che si possano (né si vogliano!) cancellare 26 anni di ricordi in quella casa, ma ora finalmente mi sento a casa anche qui.
Così, mentre mi preparo ad iniziare il mio secondo anno in questa casa, voglio “arredarla” di momenti belli, che mi facciano stare bene…cosicchè, se un giorno dovessi lasciare anche quest'ambiente, io possa portare con me degli scatoloni con alcuni ricordi spiacevoli (com’è normale che sia) ma anche tanti ricordi belli e sereni.

sabato 11 febbraio 2017

San Valentino

Ieri, allo studio, un giovane paziente di 16-17 anni mi si è avvicinato con un’aria un po’ imbarazzata dicendomi: “senti…uhm…l’appuntamento di martedi…non è che lo potrei spostare?”. Io, per scherzare, gli ho risposto “eh beh, martedi è San Valentino”…e ho colto proprio nel segno, visto che lui è diventato rosso rosso, i suoi occhi si sono illuminati e poi li ha abbassati di colpo.
Mi ha fatto una tenerezza enorme. Era così dolce che non avrei mai potuto dirgli di no. Quando è andato via, tutto contento perché gli avevo liberato martedi, non ho potuto fare a meno di pensare che avrei voluto che la sua ragazza fosse stata lì in quel momento e lo avesse visto arrossire, con gli occhi sbrilluccicosi, a causa sua.

Non credo esistano fiori, cioccolatini, borse, perfino diamanti che possano rendere una donna più felice di vedere quanto brillano gli occhi del suo uomo anche solo pensando a lei. 






mercoledì 18 gennaio 2017

7 anni fa.

Una vecchia foto. Un discorso, su tutt’altro argomento, che dentro di me genera a catena un pensiero dopo l’altro fino a riportarmi con la memoria a quel periodo...
7 anni fa. Razionalmente mi ripeto che è passato tantissimo tempo, che sono cambiate tante cose. Che sono cambiata io, soprattutto. Non lo dico solo per scacciare quei pensieri, è davvero così. Ho fatto un lavoro enorme su me stessa e in fondo sono stata anche brava perché, nonostante non sia stato per niente facile, sono riuscita ad evitare che quegli avvenimenti cancellassero la parte migliore di me, trasformandomi in una persona che non volevo diventare.

…eppure ogni volta che qualcosa, anche di banale, mi riporta con la mente a quel periodo, mi si riempie il cuore di tristezza e paura...

Ma non facciamone un dramma. E’ un momento di debolezza, come capita a tutti. Poi passa.

venerdì 6 gennaio 2017

La Befana, tra sacro e profano.

La Befana è la vecchietta che porta i doni ai bambini (e non solo XD) la notte tra il 5 e il 6 gennaio in corrispondenza della festa cattolica dell’ Epifania. Il nome stesso “Befana” sarebbe uno storpiamento del termine Epifania ma, sebbene esista una tradizione cattolica per spiegare il peregrinare della vecchietta la notte tra il 5 e il 6 gennaio, la sua origine risulta del tutto pagana


Pare che la tradizione della Befana sia legata al cambio delle stagioni e alla tradizione romana, che immaginava le divinità femminili preposte alla fertilità e al raccolto volare sopra i campi a cavallo di una scopa per spazzare via la morte invernale e favorire la rinascita della natura. Questa festa era celebrata 12 giorni dopo la festa del Sol Invictus (25 dicembre) che a sua volta seguiva il solstizio invernale con l’aumento delle ore di luce rispetto a quelle di buio.


Condannate dal cristianesimo, queste figure femminili vennero associate alle streghe (che in origine cavalcavano scope rivolte al contrario) ma la tradizione della vecchietta che portava doni ai bambini superò il veto e si radicò nella tradizione italiana, sopratutto nelle regioni centrali della penisola, dove la Befana appariva comunque come una strega che univa bontà e minaccia in egual misura. Basti pensare che nel territorio della Garfagnana e della Lucchesia i bambini venivano mandati a letto, la notte del 5 gennaio, con un tagliere di legno da tenere sulla pancia per proteggersi da eventuali colpi violenti della Befana.


La figura della Befana è legata in buona parte anche al passaggio dal vecchio al nuovo, legandosi alle tradizioni del nuovo anno che ancora oggi si festeggiano con falò e roghi di fantocci. I roghi del vecchio a favore del nuovo sarebbero anche all’origine della tradizione di dare ai bambini cattivi il carbone piuttosto che i dolciumi che spettano ai bambini bravi.


Successivamente per la Befana è stata istituita una tradizione cattolica legata alla visita del Magi. Questi, dopo essersi persi mentre cercavano il Bambinello, avrebbero chiesto indicazioni ad una vecchia, la quale, pur rispondendo alle domande, si sarebbe rifiutata di seguire i saggi. Pentitasi della scelta, avrebbe preparato dei biscotti e si sarebbe messa in cammino, senza però trovare i re. Da allora vagherebbe la notte tra il 5 e il 6 gennaio, fermandosi ad ogni casa e lasciando dei dolci ai bambini presenti.



sabato 31 dicembre 2016

Le origini del Capodanno.

Siamo arrivati all’ultimo giorno dell’anno e ci stiamo preparando, ciascuno a suo modo, per dare il via ai festeggiamenti allo scoccare della mezzanotte. Mi sono chiesta però da dove derivasse questa tradizione popolare, che accomuna credenti e non credenti.




Pare che il Capodanno abbia le sue origini in Mesopotamia, nel II millennio a.C. I Mesopotamici credevano che l'universo fosse nato dopo una violenta lotta fra il loro dio Marduk e la dea del caos Tiamat. La vittoria andò a Marduk, il quale, con la forza, impose l'ordine sul caos. Ogni anno la sua impresa era commemorata all'arrivo delle piogge portatrici di vita. Dato che il re rappresentava l'ordine, per circa undici giorni egli si ritirava, e la popolazione ricreava il caos bevendo, permettendo agli schiavi di insultare i padroni e commettendo atti immorali. Per quella particolare occasione, tutti gli dei babilonesi erano portati in città e partecipavano ad una solenne processione, per aiutare Marduk a vincere la battaglia contro Tiamat. La grande battaglia veniva rivissuta attraverso la lettura pubblica dell'Enuma Elish, l'epopea della creazione che ne narrava la storia. In quelle occasioni era normale assistere a riti di esorcismo e altre usanze esoteriche nel tentativo di scacciare gli spiriti maligni che turbavano l'armonia.



Si trovano cenni della celebrazione del Capodanno anche tra gli antichi Egizi. Qui la protagonista diventava Hathor, la dea dell'amore e della gioia, della musica e della danza. Divenuta in seguito la regina dei morti, aiutava questi ultimi a raggiungere il cielo con una scala. Il giorno di Capodanno era l'anniversario della sua nascita, celebrata con grandi feste. Prima dell'alba le sacerdotesse portavano fuori sulla terrazza l'immagine di Hathor per esporla ai raggi del sole nascente. Il tripudio che seguiva era un pretesto per darsi ad una vera e propria orgia, e il giorno si concludeva fra canti e vino.



Tanti anni fa il Capodanno tradizionalmente non cadeva nel passaggio tra il 31 dicembre e il 1° gennaio: queste date derivano dal calendario giuliano, adottato nel 46 a.C. da Giulio Cesare, dal quale prende il nome. Il calendario giuliano riprende e modifica il calendario egizio, e una delle modifiche è l’adozione del 1° gennaio come inizio dell’anno, mentre in precedenza cadeva il 1° marzo. Nel 1582 questo calendario è stato sostituito dal calendario gregoriano, entrato in vigore con la bolla papale Inter Gravissimas di Papa Gregorio XIII, dal quale prende il nome. Il calendario gregoriano compensa lo scarto tra anno solare e anno del calendario adottando l’anno bisestile ogni quattro anni. L’adozione del 1°gennaio come data di Capodanno si deve quindi ai Romani, ma in precedenza non era così, come non lo è oggi per tanti popoli.


Nel resto del mondo sono ancora tante le date utilizzate come inizio: l’esempio più famoso è il calendario cinese, che non inizia in un giorno preciso bensì nel giorno della seconda luna piena dopo il 21 dicembre (solstizio d’inverno), e quindi in un giorno compreso tra il 21 gennaio e il 21 febbraio. Il capodanno islamico si festeggia invece tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, nel primo giorno del mese di Muharram. Una variante è in Iran, dove l’inizio dell’anno coincide con l’equinozio di primavera. Procedendo con i mesi dell’anno, nel sud est asiatico sono diversi i paesi che festeggiano tra il 13 e il 15 aprile. C’è chi festeggia ancora in concomitanza con il capodanno Inca: la festa Mapuche cade il 24 giugno. Dopo l’estate è il turno del capodanno ebraico, che si festeggia a settembre, così come quello etiopico, per poi concludere con il capodanno indù, che si festeggia a metà novembre.


venerdì 30 dicembre 2016

La Ninja Gatta.


Stamattina un amico mi ha mandato questa immagine (simbolo di Windows 10) e, guardandola, ho pensato che mi rappresenta…
Rappresenta la mia situazione attuale e soprattutto come mi sento io in questi giorni, a seguito di una settimana brutta e difficile.
Rappresenta la fine del mio 2016 e l’inizio del mio 2017…un anno che non so che piega prenderà perché c’è più di una situazione potenzialmente esplosiva…
 …ma, qualunque cosa accada, il Ninja Gatto, anzi lA Ninja GattA, sarà il mio mantra in versione iconica perché, non mi stanco mai di ripeterlo, “chi si ferma è perduto”.